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Foto San Nicolò Regale

E' il monumento che più di ogni altro ci ricorda che la nostra fu una terra di conquista, luogo di incroci e di approdi di tanti popoli (Fenici, Greci, Bizantini, Arabi, Normanni, Romani e Spagnoli) provenienti dai vari angoli del Mediterraneo.
E proprio lungo il porto canale, oggi come allora vero fulcro della città, luogo di vita e di lavoro, si affaccia il tempietto di San Nicolo' Regale (o di Santa Niculicchia per distinguerla dalla vicina chiesa di S.Nicola di Bari).
La piccola chiesetta di stile arabo-normanno si erge su un ampio sagrato sopra elevato.
Un tempo, adiacente la chiesa, sorgeva un monastero benedettino, ma di esso oggi non rimane più traccia perchè fu completamente demolito negli utlimi anni del secolo scorso.
La chiesetta costruita nella prima metà del XII secolo, è a pianta quadrata con tre absidi, una porta centrale ed una laterale.
Una cupola, inpostata su un tamburo ampio ma basso di forma perfettamente cubica, sormonta la chiesa.
Il raccordo tra il quadrato dell'imposta e la base della cupola è ralizzata mediante catini di forma emisferica.
Nell'interno regna una semplicità che affascina e ci proietta in una dimensione spirituale che ci trasporta nel tempo.
Un piccolo altare, quattro colonne centrali e delle colonnine incassate negli spigoli delle tre absidi e una paviementazione, il cui disegno a colori di ispirazione tipicamente islamica è stata realizzata con la tecnica dell'impasto a cemento, polvere di marmo e scaglie in sito contornato con listoni di marmo, sono gli unici elementi che caratterizzano l'interno rendendolo unico.
Bisogna infatti uscire fuori dalle mura della città per trovare altri esempi dalle stesse caratteristiche architettoniche,quali: la chiesa di S.Cataldo a Palermo e quella della SS.Trinità di Delia a Castelvetrano.
La facciata caratterizzata dalla nitidezza delle superfici presenta tre slanciate arcate a fasce rientranti che abbinate ad un parametro murario realizzato con conci di tufo accuratamente squadrati e levigati tenuti insieme da uno strato di malto a vista creano un gioco di effetti chiaroscurali tipico dell'architettura normanna.
Una cornice poco sporgente sopra i doccioni in pietra per lo smaltimento delle acque piovane separa il coronamento con merli semicircolari aggiunto nel XIII secolo.
Nel basamento sottostante, invece, sono stati rinvenute tracce di mosaico di epoca romana.
Tra il 600 e il 700 la chiesetta subì una notevole trasformazione per adattarla ai nuovi canoni barocchi.
Fu così trasformata a pianta ottagonale con copertura a falde.
I muri perimetrali furono alzati. La porta d'ingresso fu trasferita nel lato opposto a quello originale con la sovrapposizione nell'abside centrale di un portale barocco in pietra; archiogivali all'esterno, stucchi e freggi all'interno.
Nel 1947, inseguito al crescente interesse per il restauro si tentò di riportare la chiesetta alle sue forme originarie.
Bisognerà attendere gli anni ottanta perchè questo raro gioiello d'arte arabo normanno riacquisti le sue originali sembianze di monumento medievale.