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Il Museo diocesano, ubicato nei locali del piano terra del settecentesco Palazzo del Seminario Vescovile, è stato realizzato recentemente. L'istituzione di un museo che accogliesse e conservasse il prestigioso patrimonio artistico di tutta la diocesi definito il Tesoro dei Vescovi fu inagurato per la prima volta nel 1983 dal Vescovo Castelli Trapani nei locali adiacenti la casa del parroco e l'aula capitolare in Cattedrale. Questi locali si rivelarono ben presto inidonei, così nel 1993 durante la celebrazione del IX centernario dell'istituzione della chiesa di Mazara su intuizione di Sua Ecc. Mons. Catarinicchia furono individuati e ristrutturati, a cura degli arch. Calogero Bianco e Filippo Terranova, i locali del Palazzo del Seminario il cui accesso al pubblico è consentito dalla via dell'orologio. Il Museo costodisce una preziosa e varia collezione di argenti e suppellettili liturgiche di maestri artigiani trapanesi e palermitani, spagnoli e toscani che vanno dal XIV al XIX sec. Ovviamente queste pregievoli opere sacre provengono oltre che dalle chiese di Mazara anche dagli altri centri della diocesi, in particolare da Salemi e Castelvetrano. E' il caso della croce processionale del maestro pisano Johannes de Cionci, proveniente dalla chiesa madre di Salemi. Questa è la più antica opera d'argento custodita nel museo (1386). Di pregevole fattura è poi la croce d'argento

Foto del Museo Diocesano

attribuita a Giovanni di Spagna con stemma alla base di Mons. Giovanni IV La Rosa Vescovo di Mazara dal 1415 al 1448.
Nel museo inoltre è possibile ammirare il reliquario a busto di Santa Rosalia, patrona di Palermo, donata dal Vescovo Marco la Cava alla Cattedrale per preservare la città dalla peste.
L'opera è frutto della maestranza di un orafo e argentiere palermitano come testimonia il marchio dell'aquila coronata a volo basso con le lettere RUP (Regia Urbs Panormi). Inoltre tra i vescovi che lasciarono la loro impronta nella diocesi ricordiamo Mons. Francesco Maria Graffeo che commissionò un ostensorio con raggera ornata di diamanti e zaffiri caratterizzato da un grifone (animale fantastico metà aquila e metà leone) suo stemma. Tra i suoi arredi personali invece ricordiamo la bellissima fibula da piviale con rubini e diamanti con al centro il monogramma del nome di Gesù attribuita ad un orafo siciliano (1685-1695). Questi e gli altri tesori esposti presso il Museo Diocesano testimoniano come attraverso il linguaggio dell'arte gli abili maestri argentieri e orafi siano riusciti ad esprimere l'amore con il quale le generazione passate anno vissuto la fede.