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Nel medioevo, dopo la venuta dei Normanni, a Mazara erano presenti quattro gruppi etnici diversi: latini, greci, musulmani ed ebrei. La loro presenza contemporanea è dovuta al fatto che Mazara fu, per la sua posizione, una delle città più importanti della Sicilia occidentale, crocevia di popoli, punto strategico per le attività commerciali ed economiche del Mediterraneo. I segni di questa compresenza sono riscontrabili non solo nel linguaggio ( molte parole d'uso comune sono di derivazione araba) ma anche nella toponomastica. Nell'antica città ci furono quindi quattro quartieri: S.Francesco, S.Giovanni, Giudecca, Xitta. E proprio in questi quartieri, poco distanti l'uno dall'altro, le diverse comunità riuscivano nonostante tradizioni, cultura e religiioni diverse a convivere pacificatamente.
S.Francesco ( a nord-ovest del quadrilatero dell'antica città murata) fu il quartiere islamico per eccellenza. Il quartiere trae il nome dal complesso conventuale di S.Francesco d'Assisi. Qui siamo nel cuore della Casbah: stradine strette e tortuose per meglio difendersi dal sole, dal vento e dagli attacchi dei nemici, vicoli ciechi, cortili con pozzi e pile, arcate in tufo e scalette in pietra. Ed è qui che, oggi come ieri, abiata la maggior parte dei tunisini e marocchini.
Gli Ebrei vivevano invece nel quartiere della Giudecca (a nord-est del quadrilatero). E' probabile, però, che questo popolo senza patria insediatosi inizialmente fuori le mura della città dovette subire un forte calo demografico. Qui gli Ebrei rimasero fino al 1493. Infatti inseguito al decreto di espulsione emanato circa un anno prima dal re di Spagna Ferdinando il Cattolico, gli Ebrei furono cacciati da tutti i domini della Spagna e quindi dalla Sicilia. Alcuni Giudei mazaresi preferirono all'esilio la conversione al cristianesimo. L'economia locale subì in questo periodo un recesso perchè la maggior parte degli Ebrei erano abili artigiani (fabbri, tessitorti, tintori, fabbricatori di stuoie, tagliatori di pietre). Dopo l'espulsione la loro sinagoga, che fu l'attuale chiesa di S.Agostino, fu ceduta agli Agostiniani mantenendo le sue originarie strutture fino al 1750 qundo fu trasformata per adattarla ai nuovi canoni barocchi. Ovviamente prima delle incursioni musulmane la città era abitata solo da latini e greci, forse in numero uguale. Con l'arrivo dei musulmani i greci dovettero spostarsi verso le campagne e quando anche la campagna divenne meta dei musulmani i greci ritornarono in città occupando la parte più vicina alla foce del fiume.
La popolazione latina viveva invece nella parte orientale della città e precisamente nel quartiere di S.Giovanni che comprendeva le vie principali, i palazzi pubblici e le abitazioni più signorili. Con la cacciata degli ebrei ebbe inizio un processo di fusione tra i tre elementi etnici rimasti che porterà alla prevalenza di quello latino.
Mazara mantenne questa antica configurazione di città divisa in quartieri e racchiusa nel quadrilatero delle mura per parecchi secoli. Furono per prima gli Arabi che dopo averla conquistata la cinsero con mura alte e spesse. La cinta muraria costituiva infatti la più valida difesa della città dagli attacchi nemici. Ed è proprio per questo che successivamente il Conte Ruggero lungo la cinta muraria fece costruire non solo delle torri e dei fossi in cui nei momenti di pericolo si faceva entrare l'acqua del mare, ma anche un castello (a sud-est della città) rafforzato da baloardi e bastioni. Mazara rimase circondata dalle mura ruggeriane per ben otto secoli. Lungo questa cinta muraria di forma quadrangolare, larga quasi due metri, costruita con piccole pietre di tufo si aprivano quattro porte ed erano posizionate diverse torri. Porta Palermo a nord, Porta Mokarta a sud-est, Porta Salaria a ovest ( detta successivamente anche Porta del Duca, Porta del Fiume e Porta Regina) e Porta Cartagine a sud ( detta successivamente anche Cheramonte, Caricatore e Portello). Torre del fiume a ovest, Torre di S.Francesco a nord, Torre Bianca a est e Torre Marte. Nel 1697 fu aggiunta per opera del Vescovo Graffeo una quinta Porta del Salvatore. Bisognerà attendere la metà del 1800 perchè la città inizi il suo processo di crescita e di espanzione in direzione nord.