Crea sito
Home

E-mail

Preferiti
 

  Il satiro danzante

Cio' che il Mare nostrum (cosi' era chiamato il mediterraneo dai Romani) custodisce nei suoi fondali è un mistero.
I naufragi causati dalle tempeste nel corso dei secoli sono tanti; a volte quasi per magia affiorano in superficie i tesori di antiche civiltà perdute.
Varie correnti di traffico si sono intrecciate nel Mediterraneo: Fenici, Greci, Romani e Arabi lo percorrevano in lungo e in largo.
Comprendiamo allora quanto importante sia stato il mare e la sua navigazione per l'economia, la politica, la cultura e la crescita di questi popoli.
E infatti la statua in bronzo rivenuta il cinque marzo del 1998 nel tratto di mare tra Pantelleria e la costa nord-africana sembra proprio una copia tardo-ellenistica di un originale greco.
La statua che si conserva per un metro e mezzo circa, è rimasta impigliata nelle reti di un peschereccio di Mazara IlCapitan Ciccio.
La statua raffigura un personaggio maschile nudo, con la testa all'indietro, i capelli fluenti a grosse ciocche, le orecchie a punta e gli occhi d'avorio o osso.
La statua, dalle dimensioni superiori al naturale e con un corpo dalle forme possenti, si presenta priva delle braccia e delle gambe; ma fortunatamente la sinistra circa un anno e mezzo prima era stata trovata dallo stesso peschereccio.
La forma del corpo ( orecchie, capigliatura e coda di cui resta solo il foro sul dorso), fa pensare che si tratterebbe di un satiro, e precisamente un Satiro danzante per il movimento di torsione del corpo.
Tuttora la statua e sottoposta agli stessi restauri effettuari sui Bronzi di Riace presso l'Iistituto Centrale per il Restauro di Roma, e il suo ritorno in città è atteso con fervore da tutti noi mazaresi.
Oggi la sede destinata ad accoglierlo è l'ex chiesa di S. Egidio in piazza Plebiscito