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La Casbah
 

I caratteristici cortili della casbah


Mazara sarebbe sorta, secondo lo storico greco Tucidide, come colonia fenicia sulla sponda sinistra della foce del fiume Mazaro; ma è durante la dominazione araba che la città raggiunge il vero splendore. Gli Arabi sbarcarono a Mazara il 16 giugno 827, per iniziare per iniziare l'occupazione della Sicilia, e la misero a capo di uno dei tre distretti amministrativi in cui, in seguito, divisero l'isola. Durante la dominazione musulmana Mazara fu infatti tra le città della Sicilia quella che più è meglio risentì l'influenza della nuova civiltà. La fertilità del territorio dovuta ad un sistema di irrigazione ideato proprio dagli Arabi "La Senia", la floridezza delle piantagioni legata al frazionamento della proprietà e all'introduzione di nuove colture, la qualità e la quantità delle attività commerciali rese possibili grazie al suo porto ed anche la bellezza degli edifici fecero di Mazara la città più importante della Sicilia occidentale. Dell'antico splendore arabo rimane ben poco. Della cinta muraria alta e spessa, della fortezza in prossimità del mare dove poi i Normanni edificheranno un castello, della Muschita Grande ubicata nello stesso sito della Cattedrale, di un minareto che collocato nell'attuale Piazza della Repubblica in prossimità della statua del Patrono funse per parecchio tempo da campanile della Cattedrale e di una torre quadrata eretta su un'altura poco distante dalla città dove poi nel 1100 la contessa Giuditta figlia del Conte Ruggero fece costruire la chiesetta dedicata a S.Maria delle Giummare nulla è rimasto. Ciò che è rimasto è la casbah, una struttura urbanistica caratterizzata da un intersecarsi di stradine strette e tortuose per meglio difendersi dal sole, dal vento e dagli attacchi dei nemici, vicoli ciechi su cui si affacciano caratteristici cortili con pozzi per l'acqua e lavatoi (la c.d. pila di pietra). Questo tessuto urbano islamico è riscontrabile ancora oggi nel centro storico e precisamente in qui quartieri posti a nord-ovest e a nord-est del quadrilatero dell'antica città murata: S.Francesco e la Giudecca ai quali si accede la via Bagno.